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Tommaso d'Aquino
Ritratto personale e religioso-intellettuale

Dalle testimonianze storiche sappiamo che Tommaso era di statura alta e possente. La robustezza del suo fisico è provata anche dai moltissimi, e scomodissimi, viaggi che egli intraprese, soprattutto i lunghi percorsi a piedi (le leggi del suo ordine proibivano l'uso delle cavalcature!): da Napoli a Roma, a Bologna, a Parigi, Colonia e viceversa, per quanto oggi si supponga che alcuni spostamenti furono effettuati per via fluviale o per mare. Sembra che avesse un particolare timore dei temporali, forse in ricordo della morte per folgorazione di una sua giovane sorella. Di peso notevole, pinguissimus lo definisce un suo antico alunno, calvo, bruno, per alcune fonti, biondo come il grano, secondo altre testimonianze, gaio e dal carattere dolce e affabile. Intratteneva ottimi rapporti con i suoi studenti (fino al punto di invitarli a pranzo per festeggiare la guarigione dalla malattia del suo segretario fr. Reginaldo), era molto pio e ligio alle consuetudini della vita religiosa; celebrava la messa prestissimo e partecipava devotamente ad un'altra, per poi dedicarsi, nelle prime ore del mattino, all'insegnamento e, terminate le lezioni, alla ricerca e alla stesura delle sue opere, circondato da tre o quattro segretari. La sua proverbiale distrazione, che ha ispirato anche diversi aneddoti, era dovuta alla completa immersione della sua mente nelle speculazioni intellettuali. La sua immensa produzione letteraria si spiega solo con la presenza e l'aiuto dei citati segretari, di cui le fonti parlano, e ai quali, secondo le testimonianze oculari, T. dettava contemporaneamente. La dettatura fu una delle principali operazioni di T. Maestro, insieme a quella dello studio fino a notte fonda, tenendo quindi un ritmo ed un'intensità di studio e di produzione scientifica veramente impressionante. In questa presenza massiccia dei segretari, resa necessaria dall'ampiezza della ricerca che T. conduceva contemporaneamente su più fronti della conoscenza, oltre che nella sua leggendaria grafia illegibilis, sta la ragione della rarità dei suoi autografi.

Baccelliere sentenziario e poi Magister in Sacra pagina a Parigi (1252-1259)Il ritorno in Italia: 1259-1261

© 1.2.2001, P. Tommaso Stancati OP.

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