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La metafisica di San Tommaso
- Parte prima: All'interno della storia della metafisica
- La metafisica nei quattro periodi della storia della filosofia (greco, cristiano, moderno e contemporaneo). Il criterio specificante d'ogni periodo è il modo di connessione interna esistente tra le idee di Dio, uomo e mondo (accanto a questo criterio, che è di Karl Löwith, si farà riferimento ad altri).
- Nel periodo greco predomina l'idea di mondo (cosmo); e gli dei e gli uomini sono visti all'interno di questa totalità, come parti sottomesse al divenire naturale (destino).
- Nel periodo cristiano la vera realtà è l'uomo rapportato a Dio (la storia della salvezza); e il mondo (la natura e la storia profana) è «svalutato» ontologicamente.
- Nell'epoca moderna interessa il dominio dell'uomo, come «subiectum» (con interpretazioni che vanno dalla «res cogitans» alla «volontà di potenza»), sulla natura, dando inizio con ciò alla scomparsa progressiva dell'idea di Dio dalla prima filosofia.
- L'interesse predominante della metafisica contemporanea è quello dell'esposizione razionale della storia profana (con la supremazia del metodo dialettico ed ermeneutico), nella quale tuttavia difficilmente c'è un posto per Dio.
- Schema generale per ciascuno dei periodi sarà il seguente:
- I presupposti che condizionarono e causarono la sua nascita.
- I momenti fondamentali del proprio sviluppo, vale a dire una presentazione della metafisica dei grandi rappresentanti.
- Le caratteristische che lo definiscono e che riguardano la specificità dell'oggetto della metafisica, la natura della stessa scienza in quanto tale e i suoi limiti.
- Il carattere «perenne» della metafisica cristiana e, in modo specifico, di quella di San Tommaso.
- Parte seconda: Esposizione sistematica
- La metafisica della conoscenza: esplicitazione dei presupposti soggettivi della metafisica tomista mediante una descrizione del processo conoscitivo spiegato alla luce della dottrina classica delle cause, e delle facoltà conoscitive e le loro funzioni.
- Il concetto d'ente.
- La presenza «concomitante» dell'ente in ogni esperienza conoscitiva.
- L'ente come «ciò che prima si conosce ed in cui ogni altra conoscenza si risolve».
- Questa massima «universalità» o «trascendentalità» dell'ente voglio indicarla come condizione di possibilità delle operazioni conoscitive di semplice apprensione, giudizio e discorso.
- Definizione «descrittiva» del concetto d'ente nel suo «accesso» all'essere.
- Excursus storico su questa composizione metafisica originaria tra ente ed essere (Platone, Aristotele, San Tommaso).
- Riflessione metafisica susseguente tramite la quale l'ente e l'essere sono elevati a ciò che si comprende direttamente e in modo analogico-concettuale: i gradi d'astrazione e il giudizio negativo di «separazione».
- Le proprietà trascendentali dell'ente.
- La composizione reale di essere ed essenza come atto e potenza.
- La struttura ilemorfica della sostanza degli enti materiali.
- La struttura dinamica dell'ente finito: la sostanza e gli accidenti.
- La relatività ontologica dell'ente finito: la sua appartenenza all'ordine del creato.
- Il fondamento assoluto dell'ordine degli enti: la causa creatrice.
- La tesi della «partecipazione».
- L'importanza ontologica dell'uomo all'interno della creazione.
- La sua pienezza ontologica, unità sostanziale, conoscenza e libertà, gli appetiti.
- Il suo sviluppo intellettuale e morale (gli abiti conoscitivi e le virtù, la relazione interpersonale, le dimensioni etica, politica e storica).
- Metafisica e religione.
- Il concetto metafisico di persona.
Primo semestre: FT 1459.
Secondo semestre: FT 2457.
© 24.5.2006, PUSTphilo.
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